Domande e risposte sull'IPv6

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La settimana scorsa è stata quella del passaggio live degli IPv6. Per tutto il tempo in cui siamo stati legati al protocollo IPv4 si è avuto sempre paura di questo momento, che però sembra stato superato con successo. Il passaggio ad IPv6 si è reso necessario perché l'IPv4 ha esaurito la sua utilità. Il nuovo protocollo è stato in fase di sviluppo per quasi due decenni e ora è pronto a sostituire IPv4 e a prendere il suo posto.

L'IPv6 è necessario? La risposta a questa domanda è decisamente “si”, dato che l'IPv4 non ha più indirizzi IP da dare. Questo “vecchio” protocollo ha infatti solo 4,3 miliardi di indirizzi IP e con i vari PC, smartphone, tablet e computer, sono praticamente finiti.

 

IPv6 utilizza invece degli indirizzi a 128 bit ed è in grado di garantire un numero di IP decisamente maggiore rispetto a quello dell'IPv4, tanto che con il nuovo protocollo ogni dispositivo può letteralmente avere a disposizione un proprio indirizzo IP pubblico. La maggior parte gli utenti domestici e delle piccole imprese, in realtà, hanno un solo indirizzo IP, quello assegnato loro dal router che li collega al proprio ISP.

 

Un altro vantaggio dell'IPv6 rispetto al “vecchio” IPv4 è la maggior sicurezza del protocollo. L'integrità e l'autenticità di ciascun pacchetto IPv6 è assicurata tramite crittografia, con l'uso di tecniche che prevengono lo spoofing dei pacchetti. IPv6 è molto meglio rispetto a IPv4 nel rendere sicuro il traffico Internet.

 

E' urgente passare ad IPv6? Il fatto è che la grande maggioranza dei dispositivi collegati ad Internet oggi non sono compatibili con IPv6, si prevede che la tecnologia IPv4 continuerà ancora a funzionare in futuro, almeno per un certo periodo di tempo.

 

Nonostante questo, piccole e medie imprese devono essere consapevoli del fatto che l'IPv6 è qui e devono assicurarsi che qualsiasi computer, dispositivo mobile, infrastruttura di rete o altro acquistino, possano supportare il protocollo di prossima generazione.

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